Cura Italia? Lepre: “Servono misure vere non operazioni di facciata”

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Il Decreto  ‘Cura Italia‘ passa per la cassa ma non raccoglie quello che economisti ed analisti avevano sperato. Più che una misura a sostegno dell’economia tricolore che sta passando nel tritacarne della quarantena da Covid-19, appare un mero palliativo, per alcuni addiritura un’operazione di facciata che serve solo a tenere il governo vicino al problema, tanto poi le ferite, come dice il gergo, le ‘leccano altri’. Su questo abbia ascoltato nuovamente il parere dell’economista Gianni Lepre che già si era espresso sul tema, ma lo aveva fatto prima della decisione dell’esecutivo sulle cifre da mettere in campo.

“Siamo in piena emergenza da Coronavirus ed il primo grande provvedimento economico del Governo è stato finalizzato a contenere i danni provocati dalla pandemia. Ma certamente le misure sono molto blande e bisogna completarle con un maggiore sostegno alle micro imprese e all’artigianato. Vi sono tantissime realtà che rischiano di chiudere o fallire soltanto per effetto del virus. Non possono permettersi un fermo di diverse settimane non avendo strutture e mezzi sufficienti per poter ricorrere alla leva bancaria”.

Il noto economista ed opinionista economico del TG2 Rai ha poi rincarato la dose:

“In queste condizioni, avrebbero bisogno di un supporto finanziario consistente, altro che i 600 euro una tantum concessi ai lavoratori autonomi, quella in verità sembra una presa in giro e nemmeno una misura palliativo considerata l’irrisorietà della cifra. Anche  la misura del credito d’imposta del 60% sul fitto di marzo è velleitaria e discriminante per chi svolge un’attività in locali non classificati c/1″.

“Insomma, bisogna fare di più e farlo presto prima della già più volte paventata ecatombe economica verso la quale l’Italia sta andando senza deviazioni.

Il prof. Lepre prova poi a dare dei suggerimenti in merito:

“Una delle iniziative da porre in essere riguarda il fisco, bloccare tutto i pagamenti arretrati, fino alla ripresa certificata e abbassare finalmente il carico fiscale per il futuro. Gli slittamenti e le proroghe di alcuni adempimenti sine die vanno generalizzati, dobbiamo salvaguardare le filiere, anche quelle di minori dimensioni e spessore, che tuttavia rappresentano tanta parte del tessuto economico e produttivo meridionale”.

Lepre ha poi concluso: “E’ giunto il momento di cancellare la burocrazia come vocabolo dal dizionario e poi nella Pubblica Amministrazione, non ha più senso di esistere perchè siamo in “guerra” o comunque è come se lo fossimo sotto molti punti di vista ed è a questo nuovo parametro che bisogna rapportarsi”.

 

 

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