Lavoro nero, S. Nappi: “il ministro Provenzano ha doppia morale”

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“Anche in piena emergenza Coronavirus imperversa la doppia morale della sinistra. Solo oggi il ministro Provenzano scopre il lavoro nero e la potenziale riserva di manovalanza che mette a disposizione della criminalità organizzata. Ma un ministro del Sud che parla in questo modo del lavoro nero dimostra di non conoscere il Sud e i suoi problemi”. Lo afferma, in una nota, Severino Nappi di Il Nostro Posto. “I governi di questi 10 anni hanno pesantemente smantellato il sistema di contrasto al lavoro nero, non hanno mosso un dito per sostenere le piccole e medie imprese, non sono stati capaci di aiutare chi ha voglia di un’occupazione stabile e onesta e di reprimere truffe e imbrogli – continua Nappi -. Fare proclami sul lavoro nero senza muovere un dito in questa fase di emergenza in favore di chi davvero ha bisogno ma soprattutto  per porre rimedio a questi guasti significa solo dare fiato alle organizzazioni illecite che utilizzano i lavoratori in nero e gli imprenditori disonesti a scapito dei tantissimi onesti. A perderci saranno come al solito i lavoratori vittime di soprusi e costretti ad accettare stipendi bassissimi e senza nessuna garanzia”. “Insomma – conclude Nappi – si ripropone lo stesso errore che i Cinquestelle hanno già fatto col reddito di cittadinanza che paradossalmente ha  favorito i furbi e ignorato chi dignitosamente preferisce un’occupazione al sussidio”.

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