CALCIO, La Serie A chiede aiuto

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L’Assemblea di Lega, svoltasi ieri in videoconferenza, ha fatto emergere dettagli molto importanti riguardo il futuro della Lega, ma non del campionato.

Come prevedibile, ieri si è parlato molto più degli aspetti economici e dei possibili rischi, che i club stanno affrontando in questo periodo di inattività, rispetto al futuro delle competizioni di quest’anno.

Il dato più importante è che: se non si dovesse ripartire il 20 maggio, la Serie A perderebbe una cifra pari a 720 milioni di euro suddivisi tra botteghini, diritti televisivi e merchandising.

Senza, ovviamente, contare il “problema” degli stipendi che non dovrebbero essere garantiti ai giocatori in questo periodo senza calcio.

La Lega avrebbe chiesto aiuto attraverso 6 punti: il primo punto riguarda l’attuare misure economiche per sostenere il costo del lavoro, quindi torniamo a parlare del capitolo “stipendi”; diverso piano di ammortamento; nuove forme di finanziamento, come le scommesse sportive; vendita dei diritti sportivi organizzata in maniera diversa; incentivi per le nuove infrastrutture.

Le richieste fatte dalla Lega al Governo sono chiare e vertono sulla possibilità di perdere meno soldi possibili.

Anche l’incentivo per le infrastrutture è un’idea per migliorare il movimento calcistico italiano senza “perdere” troppo denaro. Già la Fiorentina con Commisso e Barone; aveva chiesto a gran voce un maggiore coinvolgimento del movimento calcistico riguardo la costruzione di nuovi stadi e nuovi centri sportivi; con i Viola che si sono mossi in prima linea garantendo alla squadra il più grande centro sportivo d’Europa.

Questo comunicato è stato prontamente inviato e la richiesta è di esaminarlo entro una settimana.

Anche le Leghe minori sono in difficoltà: Serie B perderebbe circa 200 milioni, mentre la Lega Pro tra i 40 e gli 80 milioni.

Non si è discusso di calcio giocato, ma i dati e le sensazioni uscite dall’assemblea sono di chi sarebbe più disposto a giocare che a cancellare il campionato.

Ma, ovviamente, il responso finale andrà di pari passo con la situazione Covid-19 in Italia.

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