CORONAVIRUS, torna l’incubo in Cina. Filippine: “Sparare a chi viola la quarantena”

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L’incubo Coronavirus, in Cina, potrebbe tornare alla ribalta.

La contea di Jia, vicina all’epicentro della pandemia; è stata sottoposta ad un nuovo ed urgente isolamento a causa della rilevazione di “diversi casi di infezione Covid-19”.

In questi giorni, la Cina stava provando, lentamente; a riaprire le proprie attività, ma questo “sospetto” di una nuova ondata di contagi, rimette tutto in discussione.

Sono circa 600mila le persone che dovranno rimanere in casa e che possono uscire solo per motivi di grande importanza (spesa, lavoro, etc.) e con le dovute precauzioni che in Cina credevano di non dover riutilizzare più.

La Commissione Sanitaria Cinese ha comunicato, per la prima volta; i numeri della nuova ondata, confermando che 130 persone sono risultate positive al Coronavirus e 1367 persone sono tenute sotto osservazione. Dopo aver registrato alcuni episodi l’allerta è aumentata costringendo il governo cinese ad attuare nuove misure di sicurezza.

Panico e preoccupazione anche nelle Filippine dove l’isolamento è stato avviato già da tempo.

Il presidente filippino, Rodrigo Duterte, ha ordinato alle forze di Sicurezze del paese di sparare “a morte” a chiunque causi “problemi” nelle zone rosse chiuse a causa della pandemia. Circa 60 milioni di persone sono, attualmente, in quarantena e questo duro e macabro ultimatum del loro presidente; non fa che attestate la grande preoccupazione del paese per una pandemia che non sembra fermarsi.

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