Coronavirus: Unimpresa, incentivi fiscali per reshoring aziende italiane

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Il presidente Ferrara: «Sosteniamo il ritorno nei nostri confini delle fabbriche made in Italy. Vantaggi per economia e finanze pubbliche»
Servono incentivi fiscali per agevolare il reshoring delle aziende italiane ovvero per favorire il rientro in Italia delle catene produttive massicciamente delocalizzate all’estero negli scorsi anni. È quanto chiede Unimpresa in uno studio in via di pubblicazione, secondo il quale «uno degli effetti della crisi economica e sanitaria innescata dal Covid-19 sarà inevitabilmente il ripensamento dei modelli produttivi che almeno in parte saranno riposizionati, a livello globale, in siti più vicini ai mercati di utilizzo, abbandonando i paesi emergenti che in passato hanno accolto fabbriche e catene produttive dalle nazioni più industrializzate». Secondo il Centro studi di Unimpresa «questa imponente trasformazione, che di fatto porterà a un ripensamento del sistema attutale, fondato su una globalizzazione spinta, va favorito e accompagnato dal governo italiano, in linea con misure già allo studio da altri governi, per consentire una rapida ed efficiente ripartenza della nostra economica».
«Il rimpatrio delle fabbriche diventa uno dei temi più importanti a cui prestare la massima attenzione» osserva il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara. «Vale la pena sottolineare che il rovescio della medaglia sarà, per le aziende italiane, un significativo aumento delle spese per la produzione, a cominciare dalla maggior incidenza del costo del lavoro sul totale delle uscite. Questo squilibrio nei conti delle imprese andrà compensato da importanti sgravi tributari: per lo Stato e per la nostra economia in generale, la prospettiva, comunque, è di chiudere l’operazione in attivo poiché aumenterebbe l’occupazione grazie al ritorno di operai nelle fabbriche italiane e perché, consequenzialmente, ci sarebbero benefici anche per le finanze pubbliche, derivanti proprio dall’incremento dell’occupazione, del totale dei redditi e pure dei consumi» aggiunge Ferrara. «Il governo deve sostenere il ritorno nei nostri confini delle fabbriche made in Italy» osserva il presidente di Unimpresa.

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