La Befana porta solo carbone a un Napoli incapace e fesso

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In una serata paradossale, il Napoli riesce a vivere uno dei peggiori psicodrammi calcistici della sua storia, e tutto per colpa propria. Non c’entrano la iella o i dispetti degli Dei del calcio, ma solo l’incapacità degli uomini di Gattuso di concretizzare un numero esorbitante di palle gol, gettate al vento come coriandoli, con un picco esagerato di immaturità ed incapacità, soprattutto da parte del reparto offensivo. Lo Spezia gioca una partita molta saggia, è avversario organizzato e pratico. Non tira mai in porta, ma la vince, anche con un uomo in meno.

Per la vergogna e la magra figura, i giocatori azzurri meriterebbero di andare a letto senza cena. Sotto l’albero troveranno solo il carbone che la vecchietta regala ai bambini svogliati e cattivi.

Napoli-Spezia, è stata la sagra degli errori. E non solo degli attaccanti: oltre 20 tiri in porta ma inutili. Errori di mira, forse dettati da un eccesso di ansia, e mancanza di serenità. Appare un Napoli non tranquillo. Certe svagatezze in fase realizzativa le giustifichi solo se pensi a menti offuscate dalla tensione. Non altrimenti. Perché gli azzurri le capacità, la bravura tecnica ce l’hanno eccome. La rinomata cazzimma invece no. Esempio lampante nel primo tempo: quando Insigne e Lozano commettono due errori da guinnes dei primati. O da paperissima, per essere più appropriati.

Sbaglio anche di Gattuso nella scelta dell’11 iniziale. Proprio ora che Petagna stava dando flebili segnali di miglioramento-con la partita di buon sacrificio di Cagliari-Ringhio lo mette in panchina. E gli preferisce al centro dell’attacco Lozano. Una mossa flop. Il messicano è da mesi uno dei migliori-contro i liguri ha deluso però- e può ricoprire al meglio più ruoli, da esterno destro a sinistro, o dietro la prima punta, rende sempre bene. Ma la consegna da primo attaccante non gli si addice. Difatti, stasera è stato impalpabile, finché non lo ha rimpiazzato lì in mezzo Petagna, che ha segnato con un guizzo da centravanti sopraffino.

Errori clamorosi anche in difesa. Il fallo del rigore è un colpo ingenuo di Fabian, mentre sul micidiale 1-2, Di Lorenzo dorme come un bebè.

Sarà l’assenza del pubblico, ma la resa degli azzurri al San Paolo è pietosa: terza sconfitta stagionale e siamo ai primi di gennaio. Negli ultimi 180′, contro due squadre di bassa classifica (Toro e Spezia) appena un punto. Ecco, il Napoli è stato buono come Babbo Natale il giorno 23 con i granata, ed in vena di doni nel giorno della Befana.

Sotto accusa, lo stesso Gattuso, Oltre a qualche discutibile ritocco di formazione, ancora una volta la squadra è stata bocciata non tanto come impegno (gli azzurri sono partiti molto gasati) ma come maturità e concretezza. Lo Spezia ha vinto la sua partita sporca, Gattuso ha perso una gara giocata anche bene ma con una sconcertante mancanza di personalità, e di conseguenza di precisione.

Il tecnico azzurro oggi non ha più quella scioltezza nel trasmettere rabbia e coraggio da leoni. Qualità che lo avevano distinto nella passata stagione, culminata con la gloriosa Coppa vinta. Oggi il Napoli è un agnellino, troppo ingenuo per andar lontano. Anche se a Cagliari aveva fatto faville. Ah, Ringhio. A questo punto Adl farebbe davvero bene a pensarci su due volte prima di rinnovargli il contratto. Gattuso perde troppi punti, non solo in classifica ma nella sua immagine.

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