Maresca:” Morte di Cutolo? Ecco cosa preferisco pensare!”

Maresca:” Morte di Cutolo? Ecco cosa preferisco pensare!”

Nel Roma di oggi è riportata l’intervista al procuratore Maresca che commenta così la morte di Cutolo

«Da cristiano mi auguro che sia riuscito ad ottenere il perdono di tutti i familiari delle vittime cadute per le sue drammatiche decisioni criminali, a partire dal barbaro assassinio di Giuseppe Salvia, il vicedirettore del carcere di Poggioreale». Lo afferma Catello Maresca (nella foto), magistrato e possibile candidato del centrodestra a sindaco di Napoli, commentando la morte di Raffaele Cutolo. «Il dottor Salvia – afferma – è un simbolo, un esempio, per quanti in questo Paese servono lo Stato tenendo sempre la schiena dritta. Anche oggi – prosegue Maresca – nel commentare la morte di un camorrista che ha sporcato l’immagine di Napoli e di Ottaviano, preferisco ricordare e onorare le vittime innocenti delle mafie. Lo Stato con Cutolo ha mostrato, dopo pagine opache e inquietanti anche di presunti accordi, di essere diventato autorevole mettendolo in carcere al 41-bis e riducendone al lumicino la sua potenzialità criminale. Ecco, con la morte di Cutolo, oltre ad onorare le vittime innocenti di mafia, mi piace ricordare a tutti noi che la nostra legislazione antimafia è stata scritta con il sangue di queste persone. Onorarle significa mantenere in vita in maniera seria norme come il 41-bis». «Cutolo si è posto come un momento di rottura, ha provato a dare alla camorra una forma più simile a quella della mafia siciliana, un’unità che la camorra non ha mai avuto e mai più avrebbe avuto dopo di lui. Cutolo ha provato a dare alla camorra un’unità verticistica». A dirlo all’AdnKronos è l’ex pm Alfonso Sabella, oggi giudice del tribunale del Riesame di Napoli. «Se ci fosse riuscito – spiega Sabella – sicuramente ne avrebbe fatto un’organizzazione molto più potente, molto più idonea a dialogare con altri poteri dello Stato, però, come ha poi dimostrato la storia, l’avrebbe resa anche più debole nel momento in cui fossero crollati i vertici. Cutolo ha provato a compiere questo grande passaggio, e per un periodo c’è riuscito, poi il tentativo è fallito. È stato l’unico vero capo della camorra»

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