covid

Suscitano scalpore le parole choc, di qualche giorno fa, del direttore dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia. “C’è chi specula sulla pandemia..”. Placet. Con una mezza frase il dirigente ha alimentato sospetti e creato un’inevitabile clima di turbamento generale. Non solo in Italia ma anche all’estero.

Ma chi sarebbe così crudele e cinico da sperare che la bataglia col covid si prolunghi il più a lungo possibile in nome dei propri lerci interessi.

Già parlammo tempo addietro dei sospetti sull’orribile regime comunista del presidente cinese Xi. In una maniera o nell’altra il Coronavirus proviene dalla Cina. E sono lampanti le responsabilità del regime del colosso asiatico. All’apice del complottismo, si prospetta un attacco mirato all’economia globale occidentale, europea ed americana.  Ma anche i più cauti non possono però negare che le colpe del governo di Pechino, anche nel caso di una fuga accidentale del micidiale virus  sarebbero lampanti: perché giocare con un virus altamente letale in un laboratorio dalle basse dotazioni di sicurezza. Chiamasi incoscienza. O sottovalutazione del fattore rischio. E se anche fosse vera la filastrocca del salto di specie (dal pipistrello all’uomo, ndr) il potentato di Xi sarebbe stato omertoso. Avrebbe, e questo è evidente al mondo intero, nascosto per settimane se non addirittura mesi, la tragedia di Wuhan. Non dando quindi la possibilità al mondo intero di giocare d’anticipo sulla diffusione dell’epidemia. Come la si giri, la Cina è colpevole di quanto sta accadendo ovunque.. E in molti, ma nessun vero potente, urlano che dovrebbe pagare i danni creati dal Covid. Un impegno finanziario che nessun paese al mondo potrebbe mai sostenere. Lo stato americano del Missouri, ad aprile dello scorso anno, ha depositato azione legale contro il governo cinese, accusandolo di aver occultato le informazioni sul Coronavirus prima della sua diffusione. Ecco, in cima all’elenco dei responsabili potrebbe esserci un paese che, se si fosse ragionato con raziocinio già decenni orsono, lo si sarebbe etichettato come pericolosissimo “competitor” senza scrupoli e non come partner commerciale davanti al quale calarsi le braghe. Fatto sta che l’economia cinese tiene, nel resto del mondo è in panne. Alzi la mano chi non nutra sospetti verso l’ambigua Cina.

Ma il discorso va ampliato. Comparsa la malattia ecco subito l’antidoto. In tempo abbastanza rapidi, le grandi case farmaceutiche mondiali sgomitano per produrre il vaccino. Per loro il Covid sì che è un grande, remunerativo affare, non si abbia pudore nel dirlo. Ricordate i tempi dell’Aids? Il cui business per limitare gli effetti della malattia è durato decenni. Con grande accentramento della farmaceutiche. Per non parlare della lotta al cancro. L’argomento è delicato, ma da più pulpiti non ufficiali si vocifera a voce bassa bassa che la vera cura sarebbe in frigorifero da decenni, ma che non la si voglia tirar fuori in quanto attorno alla cura del male del precedente secolo, ed anche di questo, orbitano una serie sconcecertante di interessi. Se qulacuno tirasse fuori dal clindro la fialetta magica si interromperebbe un giro di miliardi e miliardi di euro e dollari fra chemio, degenza, cure innovative, chirurgie ed altro.

Per chi non conoscesse la politica americana ricordiamo che: negli Usa ci sono varie lobby, un’infinità, ma tre prosperano e svettano sulle altre. Quelle della armi e del petrolio (vi dicono qualcosa le guerre in Iraq ed Afghanistan). E purtroppo, lo sappiamo che dirlo fa venire i brividi, i potentati farmaceutici. Se scorriamo la storia medica planetaria la storia notiamo che: dagli anni settanta in poi l’incidenza tumorale è cresciuta esponenzialmente nei paesi industrializzati. Poi ad inizio anni ottanta è esplosa l’epidemia dell’Aids, seguita a ruota, un decennio dopo, da quella meno gravosa di mucca pazza. Ed ecco che nel nuovo millennio inoltrato spunta fuori un nuovo cattivo da combattere, il Covid.

E’ una prerogativa della storia americana: ogni tanto gli yankees hanno bisogno di andare a cercare col lanternino un feroce nemico con cui guerreggiare. La Germania nazista, le Coree, il nord Vietnam, l’Iran di Kohmeini, poi Al Qaeda con l’inafferrabile Bin Laden e i tagliatori di gole dell’Isis. E loro sempre in prima linea per salvare il mondo. O come avrebbe detto gente che la pensa come la Fallaci, ad esportare la democrazia. Anche nel campo della medicina osserviamo questa strana tendenza. Ricordiamoci, infine, che le grandi lobby Usa si sono sempre preoccupate troppo poco di diritti e vite umane. A questo punto ricordiamo un vecchio detto del saggio Giulio Andreotti, politico dalla carriera fra successi e fiamme: “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende…” Buona salute a tutti. Di cuore.

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