Campania in zona arancione! Si torna a scuola ma la DAD resta!”

Si torna a scuola anche in Campania. Seconde e terze medie che mancavano all’appello rientrano in classe con tutti i loro studenti, mentre le superiori solo in percentuale e da lunedì prossimo – al completo. Ma ci sono bambini positivi alle elementari e alle medie, che mettono intere classi in quarantena. In tutta fretta Anm ha messo in strada 40 bus in più, ma restano ancora tanti dubbi sul futuro di questi ultimi due mesi di lezione.

L’azienda di trasporti ha riattivato da stamattina 11 linee che integreranno quelle già in servizio. Potranno usufruirne da oggi gli alunni della platea scolastica napoletana, che per quest’anno è la meno scolarizzata d’Italia: le ordinanze restrittive della Regione sono state di fatto fermate dal Tar (con il ritorno a scuola il 1 febbraio), ora anche questa è un’arma spuntata. Sarà una settimana di prova, perché il 26 aprile secondo il premier Draghi dovranno essere tutti tra i banchi in questa percentuale: dal 50 al 75 da oggi a sabato e il cento per cento dal 26 aprile. Ma non è chiaro se sarà così, perché già in molte scuole i problemi sono tanti. ” Il calcolo di rischio ragionato ipotizzato da Draghi – scrivono in un comunicato congiunto i sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil Snals e Gilda – non basta a dare tranquillità e garanzie al personale e agli alunni, le cui condizioni relativamente al distanziamento sono rimaste immutate “. I sindacati chiedono di “aggiornare i protocollo di sicurezza, fermi all’estate 2020, attivare il tracciamento, consentire che le scuole possano auto- organizzarsi sugli orari di ingresso e uscita, completare i protocolli vaccinali e potenziare i trasporti”.

” Tutti abbiamo problemi nessuno escluso ” , esordisce Giovanna Martano, dirigente scolastica dell’ITI Augusto Righi e già assessore alla Provincia. ” Stiamo facendo tracciamenti con le Asl per le positività anche in queste ore e i dati dei contagi sono in crescita. Riapriremo con il 50 per cento degli studenti in presenza, come previsto, secondo lo schema che avevamo adottato anche in precedenza che prevede un’alternanza dei gruppi di settimana in settimana. Facciamo questa didattica mista visto che in ogni aula abbiamo una Lim. Immagino – conclude Martano – che se dal 26 dovremo garantire il 100% ci dovremo aspettare un nuovo protocollo di sicurezza nazionale che ci autorizzi a non mantenere il distanziamento: giochi di prestigio o miracoli dubito che possiamo realizzarne”.

I docenti sanno dalle chat in cui si scambiano notizie che nelle elementari e le medie i dati non sono confortanti. “Noi delle superiori – dice il dirigente scolastico del “Mario Pagano”, Antonio Curzio – fino ad oggi non avevamo ricevuto comunicazioni di positività. Ora che si deve tornare ci arrivano a raffica certificati, e sappiamo solo che i ragazzi non possono essersi contagiati a scuola, perché siamo in Dad da mesi. Abbiamo il problema dei docenti positivi nonostante la prima dose di vaccino. Se tra due settimane davvero entreremo tutti, le distanze saranno ridotte e ci sarà maggiore rischio per tutti. La scelta di aprire sembra affrettata: anche se il tasso della Campania è sceso, quello di Napoli e provincia è ancora alto. Possiamo solo incrociare le dita”.

C’è chi non aprirà, come la sede centrale del liceo Fonseca, per la positività di un collaboratore scolastico. Per le medie resterà chiusa la Carlo Poerio, che conta altri due casi in queste ore di allievi ammalati. C’è chi non ha sufficienti professori per le classi e chi non ha classi sufficienti per gli studenti e li metterà in palestra, come la D’Aosta-Scura dei Quartieri spagnoli. In provincia numerosissimi i casi e tante le quarantene. Scuole superiori chiuse a Benevento: il sindaco Clemente Mastella ha firmato un’ordinanza con la quale viene sospesa l’attività didattica in presenza nelle sole scuole superiori presenti sul territorio comunale da lunedì 19 aprile, e fino a sabato 24 aprile incluso. ” Dopo aver sentito le autorità sanitarie ed aver rilevato una incidenza di contagi dell’ 11,17% a fronte di una media regionale del 10,57%, quasi da zona rossa, avvalendomi delle mie prerogative, ho preso questa decisione ” , spiega Mastella.

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