87TV si stringe attorno alla famiglia Acampora!

87TV si stringe attorno alla famiglia Acampora!

La redazione di 87 tv si stringe attorno alla famiglia Acampora per la scomparsa dello storico dottore Emilio che per tanti anni ha preso in cura la salute dei giocatori del Napoli calcio 1926. Ha con la squadra azzurra ricoperto il ruolo di responsabile sanitario dal  1970 prima delle giovanili poi all’arrivo di Marchesi della prima squadra. Ebbe grandi amici tra i giocatori in particolare Vinazzani  e Bruscolotti. Sotto la sua cura ebbe  parecchi giocatori. Da capitan Bruscolotti che fu colpito da Epatite virale nella stagione 1982-83. Poi ebbe in cura i vari campioni d’Italia tra cui Francini, Crippa , Bagni ecc. Tra i suoi assistiti il giocatore più forte del mondo. Diego Armando Maradona. Dovette assisterlo nella buona e nella cattiva sorte. Diego fu colpito dalla sua simpatia quando il 16 settembre del 1984 il D10S del calcio scese tra i terrestri e sentendo i cori beceri dei veronesi contro i napoletani disse così al medico:” «Emilio, tu sei napoletano e non ti offendi a sentire quel coro?». Dalla curva dei veronesi urlavano: «Colerosi terremotati che con il sapone non vi siete mai lavati». Il dottore sorrise: «Sai, Diego, io mi lavo tutti i giorni». Si abbracciarono forti sia a Verona che dopo la vittoria degli scudetti, della coppa Uefa, della Coppa Italia e della Supercoppa Italiana.

Acampora sapeva tutto non solo dei problemi fisici di Diego, che spesso per i dolori alla schiena convocava a Napoli il medico argentino Ruben Oliva (un “mago” delle infiltrazioni), ma anche dei suoi vizi. A volte, in segreto, si recava a casa del capitano in via Scipione Capece, per scuoterlo e sollecitarlo ad andare al campo Paradiso per allenarsi. Maradona si fidò subito del dottore, sicuro che non avrebbe spifferato nulla di quanto accadeva nello spogliatoio. Emilio negò qualsiasi notizia perfino al fratello Romolo, caporedattore del Mattino, non amando pubblicità e luci della ribalta, considerando questa professione una missione. Il campo di Soccavo, lo stadio, ma anche e soprattutto lo studio medico in via Lepanto, a trecento metri dal San Paolo, sempre affollato: migliaia di pazienti sono stati i suoi campioni.  Sempre sorridente e disponibile alle interviste curò dando sempre una parola di speranza l’epatite di Alemao e quella suddetta di Pal e fier. Fu una brava persona ed un valente medico. Ad una settimana dall’ anniversario della vittoria del primo scudetto. se ne andato una grossa figura umana e professionale del Napoli calcio 1926.  Un altro episodio che vide protagonista il dottore Acampora  si svolse a Stoccarda. Nella notte prima della finalissima di ritorno il bomber Careca aveva un febbrone. Il dottore vegliò sul bomber per tutta la notte. Alla fine della vittoria in  Coppa UEFA Careca e Acampora si abbracciarono mentre Diego sussurrò a Ferlaino:” Ora ho vinto la Coppa , mandatemi al Marsiglia » Acampora fu il primo a creare nella fine degli anni 70 quando entrò nel  Napoli una rete sanitaria molto valente e di grossi professionisti. Il team che non sbagliava diagnosi era composto da : il professore Emilio Marmo, docente di farmacologia e consulente del Comitato olimpico internazionale. E poi professionisti napoletani di primissimo piano: l’ortopedico Eugenio Iannelli, l’otorino Eugenio D’Angelo, il cardiologo Federico Gentile e il radiologo Enrico Del Vecchio. Come i veri centravanti non sbagliava un goal , una diagnosi.  La redazione di 87TV porge le sentite condoglianze a tutta la sua famiglia 

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