Ma quale tradizione! Basta con il Grindadrap! Senza SE e senza MA…

Una storia bella. Dovrebbe esserlo…

Si perchè la maggior parte dei cetacei del Nord Atlantico partorisce i propri piccoli nelle calde acque dell’equatore prima di migrare oltre le Isole Faroe per nutrirsi nelle ricche acque delle Svalbard e dell’Artico. I globicefali passano vicino alle isole del Nord Atlantico mentre inseguono i calamari, la loro principale fonte di cibo. E lo fanno come Famiglie, con i loro piccoli, correndo a 50 nodi per inseguire celenterati e nutrirsene, popolando il mare del nord di salti festosi…

Ma non va sempre così..

No perchè a nord dell’ Europa, nell’arcipelago indipendente di 18 isole delle Far Oer (protettorato della Civilissima Danimarca), una masnada di finti pescatori (molto spesso giovani in cerca di macabre emozioni), perpetra uno degli agguati più vili dell’Homo Sapiens/Scemenz ai danni di altri mammiferi.

La Chiamano GrindaDrap. La chiamano “Tradizione”.

Registrato per la prima volta nel 1584, i faroesi svilupparono un metodo di caccia alle balene, ai delfini ed ai globicefali, dette anche Balene Pilota (vittime predestinate), che prevede l’incaglio di interi branchi di questi piccoli cetacei su determinate spiagge designate. Quando un branco di cetacei viene avvistato al largo, inizia la caccia, inizia la Grindadrap (gɹɪndaˌdrɔap in lingua Danese).

Una volta che i cacciatori si sono avvicinati al branco, le barche formano un piccolo semicerchio dietro i cetacei. Piccole rocce  vengono lanciate nell’acqua per creare un muro di bolle, bolle che riflettono il sonar del cetaceo. Questi mammiferi interpretano le bolle come una parete rocciosa da cui devono allontanarsi , e così le piccole imbarcazioni sono in grado di condurre i cetacei verso una riva, verso i bassofondali.

Mentre il branco si avvicina alla terra, le barche continuano a molestare e spaventare i mammiferi fino a quando non vengono spiaggiati sulla riva. Una volta spiaggiati, con un coltello vengono tagliate le vene e le arterie che forniscono sangue alla testa dei globicefali. Alcuni soffrono fino a 30 secondi, mentre altri possono impiegare fino a quattro minuti per morire.

Quei globicefali che non si spiaggiano a terra si beccano un gancio aurico battuto nel loro sfiatatoio e vengono poi tirati a terra con una corda. Il blocco delle vie aeree del cetaceo è dolorosissimo e provoca panico e lesioni. La paura e la sofferenza sono accompagnate dall’acqua del mare che diventa rapidamente rossa di sangue, sangue in cui le madri vedono nuotare e morire i loro cuccioli..

Sono volutamente duro e crudo nel descrivere questa “Tradizione”, e mi scuso per chi fosse sensibile oltremodo. ma credo sia ora di finirla con il tatto, guardando e descrivendo la realtà anche con gli occhi di chi la subisce, la realtà…

Ogni anno circa 1000 cetacei sono trucidati. Quest’anno i simpatici Faroesi/ Danesi hanno fatto il record. Più di 1400 in un solo giorno.

Ma che eroi.

Crediamo che la popolazione faroese possa trovare un modo diverso per procurarsi il cibo. O altri svaghi alternativi al vedere marcire carni di cetacei in spiaggia, cetacei inutilmente trucidati..

Loro la chiamano tradizione. Vi invito a riflettere ed a trovare una definizione alternativa. Ed a divulgare il vostro sdegno, magari condividendo questo o altri articoli che ne parlano… Insieme e grazie ai social, pare che qualcosa stia avvenendo.Il governo danese e delle Far Oer pare voglia mettere mano ad una riforma. Ora serve solo una spallata. Mettiamocela tutta. Tutti noi.

Gianni Borrelli

        lo sterminio dei globicefali alle Far Oer

 

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