ROSSANA PASQUINO::”Così sfido la disabilità “

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Aveva solo 9 anni Rossana Pasquino – professore ordinario di Ingegneria chimica alla Federico II e campionessa di scherma – quando un “infarto midollare” – in poche ore – le fece perdere l’uso delle gambe. Un handicap che non le ha impedito, lo scorso agosto, di volare su Tokyo. Bella e tenace, competitiva e determinata, ha rappresentato l’Italia alle Paralimpiadi insieme con le atlete più forti e talentuose del Paese, da Bebe Vio a Loredana Trigilia. Che emozione. «Senza fine». Da Napoli a Tokyo. «Chi ci poteva credere?Mai avrei pensato che sarei riuscita a qualificarmi». Invece il pass per il Giappone è arrivato subito. «Il coronamento di un percorso straordinario. E a 38 anni non era affatto scontato». La conferma che la disabilità non è un limite. «Perme non lo èmai stato». Medaglia d’oro nella Coppa del mondo paralimpica di sciabola ad Amsterdam, bronzo aiMondiali di Cheongju, in Corea del Sud. E trofei e medaglie vinti in giro per l’Europa. Altro che limite. «Dico sempre che quando la strada è in salita vuol dire che devi arrivare in alto». In alto come Rossana Pasquino? «Con una certezza». Quale? «I migliori risultati non si ottengono mai da soli». Lavoro di squadra? «Certo. Quel che sono lo devo anche a chi ha creduto inme emi sta accanto da anni con competenza e passione». A chi si riferisce? «Penso al mio maestro, il napoletano DinoMeglio,medaglia d’oro nella sciabola ai Giochi di Los Angeles nell’84. E poi alla mia amica Francesca». Francesca? «Sì, Boscarelli, grande spadista azzurra, campionessa italiana e europea. Siamo tutte e due di Benevento, anche se poi ben prestomi sono trasferita a Napoli. È a lei che devo la scoperta di questo sport chemi ha cambiato la vita». Partiamo dall’inizio. «23 giugno 1991»

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