Le pagelle dell’Argentina: Messi tira fuori tutta la sua classe

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EMILIANO MARTINEZ 6: Impegnato poco e male dagli attaccanti. Spettatore non pagante nel secondo tempo.

MOLINA 6: Non ha tanta libertà per spingere sulla destra ma si comporta bene in fase difensiva, impedendo a Raspadori di essere pericoloso.

ROMERO 6,5: Nel primo tempo Belotti non vede palle grazie al suo lavoro di marcatura a uomo. Molti altri interventi importanti nel corso della ripresa.

PEZZELLA S.V.

OTAMENDI 6,5: Prestazione autorevole anche per lui, condita da contrasti vinti e intercettazioni vincenti.

TAGLIAFICO 6: Non ha problemi nel fermare le manovre offensive dell’Italia sulla sinistra. Anche lui trova difficoltà nello spingere in attacco.

RODRIGUEZ 6,5: Tra i centrocampisti dell’albiceleste è il più roccioso e in mezzo al campo riesce a contrastare gli avversari con facilità

DE PAUL 6,5: Accompagna la fase offensiva dell’Argentina creando superiorità numerica in contropiede. Un fattore in più in questa partita a senso unico.

PALACIOS S.V.

LO CELSO 6: Partita pulita anche per lui ma si divora il gol che avrebbe chiuso la partita a mezz’ora dalla fine.

DYBALA 7: Entra nel recupero ma tanto gli basta per iscriversi al tabellino dei marcatori e chiudere la partita.

DI MARIA 7: Scavetto preciso per beffare Donnarumma e tanti numeri da fuoriclasse per il 34enne che demolisce Emerson sulla fascia destra.

NICO GONZALEZ S.V.

MESSI 8: Parte un po in sordina, poi tira fuori la classe del campione e si gira facilmente su Di Lorenzo per assistere Lautaro in occasione del gol del vantaggio argentino. Nel finale fa il tiro al bersaglio a Donnarumma senza però trovare la gloria personale.

LAUTARO MARTINEZ 7,5: Il gol dell’uno a zero lo segna agilmente a porta vuota. Poi si improvvisa assistmen per servire Di Maria in occasione del raddoppio. Gran serata per l’attaccante interista.

JULIAN ALVAREZ S.V.

ALLENATORE SCALONI 6,5: La sua tattica di difesa e contropiede risulta vincente contro un Italia involuta dall’anno scorso. Secondo trofeo per lui, dopo la Copa America della scorsa estate.

 

Di Roberto Scotti

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