“L’obbligo di misurazione all’ingresso non previene il virus ma rischia di favorirne la diffusione”

Il governo ha impugnato l’ordinanza della Regione Piemonte che raccomanda alle scuole di misurare la febbre agli allievi all’ingresso e, se non è possibile, di verificare che l’abbiano fatto le famiglie chiedendo un’autocertificazione. Il provvedimento, nell’aria da venerdì quando la ministra Lucia Azzolina aveva ipotizzato l’impugnativa da parte dell’esecutivo, aveva già incontrato le critiche del mondo della scuola a partire dal direttore dell’ufficio scolastico regionale Fabrizio Manca, molto critico nei confronti del presidente Cirio.

La responsabilità della rilevazione è stata affidata dal governo alle singole famiglie, ma il Piemonte aveva introdotto per le scuole l’obbligo di verifica. In particolare, la Regione raccomandava a tutti gli istituti di misurare la temperatura agli alunni prima dell’ingresso a scuola. Qualora l’istituto, per ragioni oggettive e comprovate, non fosse stato nelle condizioni di farlo, avrebbe dovuto prevedere un meccanismo di verifica quotidiana (attraverso una autocertificazione che poteva essere fornita sul registro elettronico, sul diario o su un apposito modulo) per controllare che la temperatura fosse stata effettivamente misurata dalla famiglia. Nel caso di uno studente sprovvisto di tale autocertificazione, l’ordinanza della regione Piemonte prevedeva l’obbligo per la scuola di misurare la febbre prima di consentirne l’ingresso in classe.

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