Un’edizione che passerà alla storia.

Per la prima volta, quest’anno, la Uefa Champions League ha sperimentato le “Final Eight” mettendo di fronte le squadre più forti d’Europa sui campi del Portogallo. Per la prima volta la finale di Champions League ha visto i gli spalti vuoti e non gremiti di gente in visibilio per lo spettacolo più grande del calcio europeo.

Eppure, questa edizione, passerà alla storia anche per le 11 vittorie in 11 partite dei nuovi campioni d’Europa… Il Bayern Monaco.

A Lisbona i bavaresi regolano il Paris Saint Germain per 1-0 con gol nel secondo tempo dell’ex canterano parigino Kingsley Coman che insacca di testa un pallone confezionato da Kimmich. Una partita molto equilibrata che ha attestato che, effettivamente, le due finaliste di questa edizione hanno meritato di giocarsi i 90 minuti finali.

Il Paris è stato straripante nel primo tempo, ma nel secondo è calato vistosamente ed è stato abbandonato dal talento di Mbappè proprio nell’atto finale. Il francese è poco lucido in varie occasioni davanti al portiere ma anche Neymar non riesce a dare il suo contributo.

Il Bayern di Flick, invece, è ordinatissimo e gioca un calcio raffinato e intelligente. Sfiora il gol con un’invenzione di Robert Lewandowski, tiene in maniera granitica la linea difensiva comandata da Capitan Neuer, tornato tra i migliori portieri del mondo; si affida alle giocate di Muller e colpisce nel momento in cui sembrava più vulnerabile.

Questo Bayern è una macchina da guerra. 11 vittorie ma soprattutto più di 40 gol in questa edizione di Champions senza dimenticare il Triplete. Si, perchè la squadra di Flick si fregia anche di poter entrare in quell’esclusiva elitè di squadre che hanno vinto tutti e tre i maggiori trofei dell’anno.

Oggi, però, non è stata una vittoria fatta di gol ed esplosività, bensì la vittoria dell’ordine e della tattica. Flick ha vinto la sfida con Tuchel. I giocatori del Bayern sapevano perfettamente quello che dovevano fare e quando lo dovevano fare; mentre il PSG si affidava, come sempre, alle giocate dei campioni.

Finisce così la più strana edizione della storia della Champions. Finisce con un Neymar distrutto e in lacrime, un PSG sconfitto ma con la testa ben alta. Finisce con una terna arbitrale tutta italiana che arbitra in maniera ottima la finale e porta un po di tricolore nella notte di Lisbona. Finisce con Lewandowski capocannoniere della competizione e vincitore (morale, visto che non ci sarà nessuna premiazione) di quello che doveva essere il Pallone d’Oro 2020. 55 gol in 47 partite e 3 trofei vinti non possono rimanere inosservati. Il numero 9 dei tedeschi è, attualmente, il migliore al mondo. Finisce con Neuer che alza insieme ai suoi compagni la Coppa più ambita.

Finisce con il Bayern Monaco, meritatamente, campione per la sesta volta nella sua storia. Una Champions strana… ma che alla fine ha premiato la più forte.

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