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Pmi, credito agevolato e finanza alternativa: la Campania fa scuola in Italia

Rendere più efficienti una serie di attività operative a supporto delle imprese italiane: è l’obiettivo del nuovo Protocollo di intesa siglato tra Anfir, l’Associazione nazionale delle Finanziarie regionali e Cassa Depositi e prestiti.  L’accordo  – che rinnova un Protocollo firmato nel 2020 – definisce precisi ambiti di collaborazione: interventi di credito agevolato, attraverso l’attivazione di misure regionali a valere sul FRI – Fondo Rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca, sulle orme dell’analoga esperienza avviata in Campania con lo Strumento Finanziario Negoziale (SFIN); strumenti di finanza alternativa , attraverso l’attivazione di Basket Bond regionali, anche qui sul modello delle misure già avviate con successo da Regione Campania e Puglia (Garanzia Campania Bond e Basket Bond Puglia); interventi di “private capital”, attraverso la definizione di linee di investimento in strumenti promossi dalle parti. E ancora: interventi di garanzia in modalità “tranched cover” (garanzie di portafoglio), uno strumento di ingegneria finanziaria che permette alle imprese ammesse ad agevolazione di beneficiare di migliori condizioni di accesso al credito ottenendo tassi di interesse migliorativi rispetto all’andamento del mercato. In particolare, il Protocollo prevede l’attivazione di iniziative di “fund raising” per la costituzione – per il tramite di CDP – di una sotto-sezione del Fondo di Garanzia per le Pmi volta ad incrementare lo spessore della tranche junior di portafogli di finanziamenti garantiti (vale a dire la quota del portafoglio che sopporta le prime perdite registrate); o anche iniziative di garanzia di prima perdita, con possibile utilizzo di fondi comunitari e regionali, su portafogli di nuovi finanziamenti, allo scopo di sostenere le imprese beneficiarie di agevolazioni regionali concesse a fondo perduto per la realizzazione di programmi di investimento. Per veicolare tutte queste iniziative, Anfir e Cdp potranno organizzare eventi, seminari, momenti divulgativi, formativi e informativi a supporto delle attività delle Finanziarie regionali.

La Campania ha fatto da apripista in Italia con due misure agevolative a sostegno della competitività delle imprese regionali. Prima con Garanzia Campania Bond, un’alternativa concreta al tradizionale canale bancario, che ha avuto il grande merito di avvicinare alle Pmi il mercato dei capitali che a livello mondiale, ed europeo in particolare, ha sempre privilegiato operazioni non compatibili con la nostra struttura produttiva – dice Mario Mustilli, presidente di Sviluppo Campania e membro del Comitato Direttivo di Anfir-. Poi con SFIN, un nuovo strumento finanziario a supporto degli investimenti produttivi nei settori strategici che si è avvalso del Fondo Rotativo per le Imprese, impiegato per la prima volta su base regionale. La volontà di replicare tali misure nelle altre regioni  – aggiunge Mustilli –  è per noi motivo di grande orgoglio e ci conferma la straordinaria efficacia di due strumenti che hanno saputo intercettare le reali esigenze delle imprese, tra l’altro, nel pieno di una difficilecongiuntura socio-economica generata dalla pandemia”.

SFiN, OroItaly: “Panacea o ennesimo spot elettorale?”

La notizia sullo SFiN, il nuovo strumento agevolativo, promosso dalla Regione Campania con il supporto di Sviluppo Campania  attraverso una convenzione con CdP e ABI, e che si avvale del Fondo Rotativo per le imprese di Cassa Depositi e Prestiti (FRI), ha da subito interessato la filiera produttiva anche in considerazione dell’accordo con il Credito Cooperativo regionale. “Positiva e propiziatoria l’intesa nata tra la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo guidata da Amedeo Manzo, e la partecipata di Palazzo Santa Lucia con a capo Mario Mustilli – commenta il Segretario Generale di OroItaly Gianni Lepre – e conoscendo il presidente Manzo sono più che certo che le imprese appartenenti alla filiere delle eccellenze potranno beneficiare di uno strumento imprescindibile per investimenti e riqualificazione del tessuto imprenditoriale”. Lepre ha poi continuato: “Ciò che mi lascia perplesso non sono le intenzioni, ma le modalità di una ennesima misura che appare gemella di tante altre. In pratica e sintetizzando: la misura prevede per le filiere strategiche del territorio campano un contributo a fondo perduto, un finanziamento agevolato, una sovvenzione bancaria e una garanzia pubblica concessa su prestiti finalizzati all’attivo circolante. La concessione di contributi a fondo perduto sarà  al massimo del 35% dei costi ammessi di ciascun progetto, i quali potranno variare tra 500.000 e 3 milioni di euro”. Lepre ha poi concluso: “Vista così sembra veramente una mezza panacea, che di per se calzerebbe a perfezione l’attuale situazione, ma poi siamo costretti a fare i conti con la realtà, con le procedure, con le inammissibilità e tutto quello che annulla inesorabilmente tutte le migliori intenzioni”. A Gianni Lepre fa eco il presidente del sodalizio degli Orafi Salvio Pace: “Bhè che dire, siamo di fronte ad un ennesimo tentativo di farci credere che le cose vanno bene, che la liquidità esiste e che la stessa è concessa a tutti. Ciò che fa riflettere, però,  – ha concluso il presidente Pace – è che di queste misure spot, sponsorizzate dalla Regione Campania ad un mese dalla elezioni, le imprese non ne hanno bisogno; avrebbero viceversa bisogno che le misure già in atto funzionassero per tutti, e soprattutto obbligassero le banche ad erogare un credito che, fino ad oggi, ha avuto come destinatari una sparuta percentuale di chi non ne ha nemmeno bisogno”.