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Basket: Impresa Napoli, batte Milano e vince Coppa Italia

La Generazione Vincente Napoli Basket batte l’EA7 Armani Milano e conquista la Coppa Italia di basket 2024. Una impresa quella del quintetto allenato da Igor Milicic che dopo 18 anni si aggiudica la finale di Coppa Italia superando i campioni d’Italia con il punteggio di 77-72, e alza la Coppa con merito dopo l’emozionante e meravigliosa avventura vissuta a Torino. La squadra di Milicic, dopo aver superato nei quarti di finale la capolista del campionato di serie A Germani Brescia, e battuto all’over-time in semifinale la UnaHotels Reggio Emilia, ha sconfitto in finale anche Milano. “Abbiamo fatto qualcosa che la città di Napoliricorderà per sempre – le parole di coach Milicic – E’ un successo anche per i nostri tifosi e per la nostra società. E’ stato un grande traguardo per la squadra”. “Siamo contenti di aver fatto felice il popolo di Napoli – le parole di Michal Sokolowski, MVP della partita – Loro ci sono sempre. la vittoria, e la Coppa Italia è tutta per loro”. Una tripla di Jacob Pullen a 17 secondi dalla fine permette alla Generazione Vincente Napoli di vincere la Coppa Italia.

Nel 1969 ci era riuscita la Partenope, prima del successo del 2006. In una partita condotta quasi sempre dall’inizio alla fine, coach Milicic festeggia un capolavoro, ottenuto da testa di serie numero sette. Napoli non risente della stanchezza del giorno di riposo in meno e di una semifinale molto più combattuta. Il simbolo è Tyler Ennis, che attacca l’area con convinzione, arma la mano di Zubcic (due triple) ed è decisivo per l’allungo (8-15) che obbliga Messina al timeout. Milano ha un buon contributo offensivo da Melli. Napoli però soffoca Shields e con Sokolowski mantiene il vantaggio fino al primo quarto, chiuso 19-24. Nel secondo la squadra di Messina si riavvicina subito con un parziale di 7-0 (26-28), ma i campani tengono sempre botta con Ennis. Shields si sblocca solo dalla lunetta e ci pensa Voigtmann a sfruttare le poche crepe che si creano. Dall’altra parte le prime magie di Pullen (una tripla e uno splendido passaggio per De Nicolao) valgono il 36-43 all’intervallo. Al rientro dagli spogliatoi Milano scivola a -12 (36-48): un nuovo timeout è la sveglia che aziona l’Olimpia, che rientra sul -3 grazie a un Melli trascinatore. Il sorpasso però non arriva mai, perché coach Milicic trova sempre una nuova risorsa. L’EA7 ha l’affanno di dover sempre inseguire e sbaglia tanto, sia da sotto che dall’arco. Dall’altra parte Ennis si prende gioco di Napier e segna il 62-70 a 2′ dalla fine. Sembra quasi il colpo del ko, ma due triple di Mirotic e Shields (al primo canestro dal campo) riaprono i giochi a 60 secondi dalla fine (68-70). Nell’ultimo minuto succede di tutto: Shields riporta avanti Milano dopo una vita (dal 6-3 dell’inizio), ma Pullen a 13 secondi dalla sirena estrae dal cilindro la giocata del campione: è la tripla del 71-73 per Napoli con Messina che chiama time out per l’ultima azione. Ma Milano perde palla Sokolowski ed Ennis in lunetta firmano i liberi decisivi che regalano a Napoli con merito la Coppa Italia. Napoli è nella storia.

 

Mazzarri: annata strana,meno male che tifosi ci aiutano

“Avere il 70-75 per cento del possesso palla non serve se non si riesce a segnare. Queste partite bisogna sbloccarle subito altrimenti diventa tutto più difficile. Anche l’anno scorso c’era qualche difficoltà con le squadre che si difendono. Purtroppo non siamo in fiducia e non costruiamo molto. Per fortuna abbiamo l’aiuto del pubblico che è davvero eccezionale. Ci sostiene sempre, come ha fatto anche oggi, nonostante l’annata strana che stiamo vivendo”. Walter Mazzarri è sicuramente deluso per il mancato successo sul Genoa che allontana ancora di più il Napoli dal quarto posto in classifica, che serve per qualificarsi alla prossima Champions League.

“Un paio di occasioni di gol – aggiunge Mazzarri – che sarebbero servite per sbloccare la partita e far uscire fuori il Genoa le abbiamo anche avute ma non siamo riusciti a sfruttarle a dovere e tra l’altro il loro portiere ha fatto una gran parata. E poi anche oggi alla prima occasione per gli avversari prendiamo gol. La partita non mi è sembrata così schifosa. Il Napoli ci sta provando a far meglio. I ragazzi cercano di far gol e non riescono a farlo”. Il tecnico del Napoli analizza poi la prestazione di alcuni dei suoi giocatori. “Traorè e Natan bisogna provarli, hanno bisogno di giocare dopo la lunga assenza per entrare in forma. Ostigard lo hanno ammonito subito, ma stava giocando bene. Quanto a Kvaratskhelia l’ho tenuto in campo fino alla fine perché è uno dei pochi che può fare la differenza. Mi sono raccomandato di non reagire ai falli, perché era già ammonito e saremmo rimasti in dieci. Da quando sono sulla panchina del Napoli abbiamo giocato tre volte con un uomo in meno. Perciò mi sono raccomandato con lui di rimanere concentrato fino alla fine”. “Il momento – dice ancora il tecnico del Napoli – è particolare. Quest’anno sono successe tante cose e a gennaio sono arrivati tanti ragazzi nuovi. Ora sentono tutti la responsabilità della giocata. Noi imponiamo sempre il nostro gioco ma abbiamo difficoltà a concretizzare la superiorità. Poi succede che andiamo in svantaggio, le avversarie si chiudono e diventa tutto ancora più difficile”.

Mazzarri, comunque, non pensa minimamente ad abbandonare. “Dimissioni? No. Conoscevo le difficoltà spiega – le stesse che ha avuto anche Garcia che non era sicuramente l’ultimo arrivato. I ragazzi sono dalla mia parte, lo sento. Poi è normale che su 25 giocatori ce ne possano essere 3 o 4 che sono scontenti”. “Io sinceramente – conclude Mazzarri – non vedo confusione. Mi sento più napoletano dei napoletani e capisco che ci sia scontentezza tra i tifosi. Il Napoli di quest’anno schiaccia gli avversari come quello dello scorso anno. La differenza sta nel fatto che non riusciamo a concretizzare le occasioni”.

Ngonge ‘salva’ il Napoli al 90′, 1-1 col Genoa e fischi

E’ un Napoli che si fa fatica a riconoscere quello che sta perdendo punti e credibilità partita dopo partita. Anche ieri, col Genoa, ha mostrato tutte le difficoltà del momento giocando con convinzione e rabbia soltanto nei minuti finali quando, trovandosi in svantaggio per il gol di Frendrup messo a segno dopo due minuti dall’inizio della seconda frazione di gioco, era alla disperata ricerca del pareggio.

La squadra di Mazzarri riesce a raddrizzare solo parzialmente la gara con un gol di Ngonge a un minuto dalla fine e i tentativi di vincerla nel recupero falliscono davanti alla difesa strenua del Genoa. Finisce allora con i 50 mila tifosi del ‘Maradona’ che fischiano rabbiosamente, delusi dall’ennesima prova deludente della squadra che ora attende le altre partite del turno di campionato per capire se la distanza dalla zona Champions aumenti ancora di più. Il pareggio raggiunto in extremis con poca lucidità e solo con la forza della disperazione salva probabilmente la panchina di Mazzarri, anche perché fra tre giorni al ‘Maradona’ arriva il Barcellona per la gara d’andata degli ottavi di finale di Champions League e un cambio della guida tecnica della squadra sarebbe probabilmente pericoloso. Con Osimhen relegato per sua scelta in tribuna, Mazzarri si affida ancora una volta al tridente formato da Politano, Simeone e Kvaratskhelia. In difesa il tecnico del Napoli al posto di Juan Jesus che è squalificato fa giocare Ostigard nel primo tempo e Natan nella ripresa. Il Genoa organizza in maniera perfetta la sua partita e imbavaglia gli attacchi del Napoli senza grose difficoltà. Gilardino utilizza il consueto 3-5-2 che è in effetti uno schieramento molto più prudente in cui gli esterni Sabelli e Martin, quando il gioco è nelle mani del Napoli, sono sistematicamente allineati con i tre difensori. Gli azzurri mantengono il predominio del gioco per larghissimi tratti della partita e il Genoa si chiude a riccio, piazzando tutti e dieci gli uomini di movimento dietro la inea della palla. Nei momenti in cui riescono a ripartire in velocità, però, i rossoblù riescono a rendersi spesso pericolosi. Nel primo tempo Retegui con due colpi di testa costringe Meret a compiere due difficili parate. Il vantaggio della squadra di Gilardino, dopo soli due minuti dall’inizio del secondo tempo, matura proprio con un veloce contropiede condotto da Messias e da Retegui il quale viene anticipato in rea di rigore da Natan. Sul rinvio corto del brasiliano irrompe Frendrup che manda il pallone in fondo alla rete con un tiro di sinistro. Mazzarri per cambiare il corso della partita manda in campo Ngonge e Lindstrom al posto di Politano e Traorè. La gara assume a quel punto l’aspetto di un monologo offensivo della squadra di casa con il Genoa sempre più chiuso nella propria area di rigore per proteggere la porta difesa da Martinez. Il Napoli è solo volenteroso ma non è lucido e prima del gol del pareggio di Ngonge riesce solo a produrre una conclusione di testa di Anguissa che passa sopra alla traversa e una conclusione dalla distanza di Kvaratskhelia con il pallone bloccato senza difficoltà da Martinez. Il Genoa è sempre compatto e riesce a chiudere senza troppa ansia tutte le linee di passaggio per gli attaccanti del Napoli. I liguri cedono solo a un soffio dalla conclusione della partita ma resta per loro il merito di una prova esemplare.

Sanremo: da Atletico a Immobile, il calcio che ha tifato per Geolier

Poco prima dell’inizio del. match di San Siro il rapper napoletano aveva postato un video incitando i calciatori del Napoli: “Stasera schiattateli per favore”.

Il rapporto tra il calcio e Geolier è molto forte. Dall’Atletico Madrid a Ciro Immobile, nel mondo del calcio sono tanti i fan della musica di Geolier, il giovane rapper napoletano diventato protagonista a Sanremo. Per lui hanno tifato fino a notte fonda giocatori, amici e non, a lui arriva un omaggio calcistico anche dalla Spagna. Un video che mostra Rodrigo De Paul e Antoine Griezmann che entrano al campo d’allenamento dell’Atletico a passo cadenzato e accordato alle note della sua canzone di Sanremo è un’altra testimonianza dei vari omaggi che Geolier ha ricevuto negli ultimi giorni, specie dopo i fischi e l’assalto sui social seguiti al successo nella serata delle cover.

Grande tifoso del Napoli, con la cui divisa si è presentato sulla Riviera, il rapper vanta un grande seguito tra i giocatori, specie tra quelli del Napoli, squadra di cui è grande tifoso, o campani. Nei giorni scorsi aveva svelato di avere tra i suoi fan l’ex azzurro Lorenzo Insigne, il portiere del Psg Gianluigi Donnarumma, che gli hanno inviato durante il festival messaggi di incoraggiamento. Lo hanno fatto altri atleti del Napoli, dal portiere Gollini al capitano Di Lorenzo, mentre un napoletano doc come Ciro Immobile, fresco del suo 200esimo gol in A, lasciando Cagliari in concomitanza con la finalissima del Festival della canzone ha invitato tutti a votare per il rapper napoletano: “Votate lui, ragazzi”. Un tifo ampio, insomma, legato anche ai fischi e ala campagna d’odio sui social, che avevano mosso la difesa di un altro napoletano della squadra campione d’Italia, Pasquale Mazzocchi: “Ho sentito tante critiche, ma ogni napoletano dovrebbe chiedersi: se avessi Geolier come figlio, ne sarei orgoglioso? Se tutti si facessero questa domanda, ci sarebbero zero critiche”. (Foto dal profilo Instagram di Geolier)

 

Il Napoli perde anche a San Siro. Mazzarri: il ko con il Milan non dipende dal modulo

Non ne fa una questione di modulo, Walter Mazzarri, nel commentare il ko del suo Napoli a San Siro con il Milan: “A Riad contro l’Inter e poi anche con la Fiorentina si è giocato con il modulo di stasera, oggi purtroppo abbiamo preso un gol che era prevedibilissimo, perché ci aspettavamo l’inserimento di Theo. Poi il Milan ha pressato alla morte il primo tempo ed era prevedibilissimo che calasse nella ripresa. Non è questione di modulo”, prosegue Mazzarri. “Dipende dai momenti, dai giocatori che hai. I prossimi impegni in Champions? Sappiamo che la coppa potrebbe darci linfa per il campionato”.

C’è il nome di Theo Hernandez sui tre punti che il Milan utilizza per battere il Napoli 1-0, portarsi teoricamente a un punto dalla seconda posizione, la Juve gioca stasera, e sognare un futuro luminoso come era difficile pronosticare solo a novembre. La singolarità cromatica del nerazzurro sul campo del Meazza è la contrapposizione tra la consueta divisa dei campioni d’Italia e il nero della quarta maglia Milan che riprende le guglie del Duomo meneghino e porta il Milan a puntare in alto, lasciando Mazzarri e i suoi lontani dall’Europa. C’era Doveri a misurare le ambizioni delle rivali, lui che conta 221 fischietti in A. Uno in più delle presenze in rossonero di Pioli – settimo mister di sempre al pari di Sacchi – che conferma il blocco dell’ultimo mese, ma per la squalifica di Reijnders serve il pressoché inedito Adli-Bennacer, con Loftus-Cheek nella posizione di falso diez: libertà di movimento tra le linee e dovere di strappo. Nel presepe di Mazzarri, Kvaratskhelia è alle spalle di Simeone, con Di Lorenzo e Mazzocchi a presidiare i margini del campo. Il Napoli è arrivato a Milano forte della più alta percentuale di possesso palla, ma anche del marchio di squadra con tendenza al recupero alto di palla. Che si vede soprattutto in avvio, quando sono proprio gli uomini di Mazzarri a spingere, costringendo il Milan a comprimersi a molla per poi distendersi con le accelerazioni dei Loftus-Cheek e dei Theo Hernandez. La pressione del Napoli porta al 10′ Kvara a sgasare a destra, saltare Gabbia e offrirla per la sterzata di Simone sul primo palo: anticipo su Kjaer, ma bersaglio che resta fuori portata. La partita si gioca anche sugli spalti: terzo anello verde tutto occupato dai tifosi partenopei, Curva sud pronta a ricordare ai dirimpettai come ci sia poco affetto da condividere. Il colore è nel calore di San Siro: vicino alla partita, proprio ora che mai ne è stato così lontano, almeno dalle promesse di San Donato, là dove i milanisti di domani diranno di sentirsi a casa. E alla sua comfort zone ricorre il Milan quando si tratta di rompere l’equilibrio, perché c’è tutto Pioli e il suo oliato meccanismo di fascia nel gol del vantaggio: Theo apre il triangolo che Giroud prolunga su Leao largo a sinistra e che lo stesso Theo chiude andandogli in sovrapposizione interna per ricevere lo scarico, prima del tocco in rete su Gollini in uscita. Nella ripresa, il Napoli torna al tridente con l’ingresso di Politano, ma è Florenzi (subentrato a Calabria, out per guaio muscolare) a creare brividi a Gollini, complice la deviazione di Juan Jesus. Rrhamani allarga il braccio su Loftus-Cheek in area ma Doveri lascia correre e il Napoli va vicino a riaprirla con Simeone, che intercetta un passaggio di Bennacer ma spara alto. Così come fuori misura finiscono di poco il sinistro di Politano e un destro di Leao, a secco di gol da settembre in serie A. Il ritmo resta alto, ma la precisione difetta e il risultato non cambia. Neanche quando Lindstrom d’esterno provoca la deviazione sul palo di Simic, ripresa da Kvara con un sinistro che Maignan alza in corner. Per il Napoli la classifica resta un problema, che potrebbe mettere a rischio la panchina di Mazzarri; per il Milan arriva una vittoria che sa di Champions.

Sport e intrattenimento al Palabarbuto torna il Fight 4 Naples

Sabato prossimo il Palabarbuto di Napoli ospiterà la terza edizione del Fight 4 Naples (F4N), evento che unisce lo sport da combattimento con l’intrattenimento. La kermesse, organizzata dalla società sportiva Pro Fighting Napoli Club e da Mosaiko, con il patrocinio del Comune di Napoli, della Federkombat e della Federazione Pugilistica Italiana, e stato presentato oggi ed avrà inizio alle ore 12 per concludersi alle ore 23. All’iniziativa interverrà l’assessore allo Sport e alle Pari Opportunità, Emanuela Ferrante. Sarà presente Domenico Valentino, il pugile di Marcianise vincitore dell’oro ai Mondiali Dilettanti 2009 e del titolo Italiano professionisti pesi Leggeri, che ha al suo attivo anche la partecipazione a tre edizioni dei Giochi Olimpici. Nel corso della giornata sono previsti undici incontri di pugilato Campania contro Marche, dieci di kickboxing e muay thai. A sfidarsi sul ring saranno atleti italiani e internazionali. I match clou sono in programma a partire dalle ore 20: cinque incontri professionistici, tra i quali quelli validi per il titolo italiano di K-1. A salire sul ring saranno anche due giovani atleti napoletani, Daniele Iodice e Marco De Falco, che affronteranno rispettivamente Aron Capuccini e Cano Perez. Per la parte dedicata all’intrattenimento previsti dj set, coreografie e cena spettacolo. “Fight for Naples – afferma l’assessore Ferrante – è una manifestazione di spessore che promuove la tradizione e l’etica degli sport da combattimento basati su valori quali il rispetto, il sacrificio, l’umiltà ed il lavoro quotidiano. L’evento ospiterà atleti provenienti da tutto il mondo e la nostra città darà, ancora una volta, dimostrazione della sua proverbiale accoglienza ed ospitalità”.

Sul Bari è lite in casa De Laurentiis

Le affermazioni di Aurelio De Laurentiis scatenano la rabbia dei tifosi del Bari, ma non solo. E’ suo figlio, Luigi, presidente della squadra pugliese, a prendere le distanze dal patron del Napoli.

“È inutile che ci giri intorno: devo dissociarmi dalle dichiarazioni rilasciate da mio padre, presidente dell’altra squadra della Filmauro. Così come non sempre un figlio la pensa come il padre, può accadere che due soci non condividano la stessa visione aziendale. Voglio credere che le parole di mio padre siano state mal interpretate o che lui stesso non si sia espresso con chiarezza, perché ovviamente non è possibile parlare del Bari derubricandolo a seconda squadra del gruppo non solo perché non è vero ma, inoltre, non rende giustizia alla storia di questa piazza”.

Così Luigi De Laurentiis, presidente del Bari, dopo che il padre Aurelio, presidente del Napoli, in una conferenza stampa ha definito il Bari, di cui è proprietario, “la nostra seconda squadra”. Anche il sindaco di Bari, Antonio Decaro, aveva reagito chiedendo le scuse di Aurelio De Laurentiis, prima dell’intervento di Luigi. “In ogni caso – prosegue De Laurentiis -, malinteso o meno, quanto accaduto dimostra nei fatti la totale autonomia che esiste fra le due realtà aziendali. Perché se il presidente dell’altra squadra del gruppo avesse gestito l’organizzazione del Bari, se sapesse come funziona il nostro settore giovanile, se avesse seguito in prima persona la creazione di questa struttura aziendale vocata a progetti ambiziosi, sicuramente non avrebbe parlato di ‘seconda squadra’”.

“In riferimento alle dichiarazioni critiche nei miei confronti del sindaco di Bari Decaro, persona che stimo e apprezzo, in merito alla conferenza stampa di oggi, voglio precisare che le mie parole sul Bari sono state fraintese. Io penso che avere come proprietà due squadre, in due diverse categorie, sia semplicemente un valore aggiunto, per entrambe. Era questo il senso del mio ragionamento”. Lo afferma su X il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, che aveva parlato del Bari come di una “seconda squadra”. “Il Bari – prosegue il patron del Napoli – è guidato da mio figlio Luigi De Laurentiis in totale autonomia ed è stato a un passo dalla serie A solo sette mesi fa. L’obiettivo della proprietà è quello di portarlo più in alto possibile. Se le mie parole hanno offeso i tifosi mi dispiace”.

Coppa d’Africa: Nigeria batte Sudafrica ai rigori, è in finale

La Nigeria ha dovuto ricorrere ai rigori per battere il Sudafrica e qualificarsi per la finale della Coppa d’Africa, dove affronterà la Costa d’Avorio o la Repubblica Democratica del Congo. La squadra di Victor Osimhen è andata in vantaggio nel secondo tempo con un rigore trasformato da William Troost-Ekong e dopo l’annullamento, per un fallo precedente, della rete del possibile raddoppio segnata proprio dall’attaccante del Napoli, ha subito il pareggio di Mokena, sempre su rigore. Il risultato di 1-1 non è cambiato nei supplementari e sono stati necessari così i tiri dal dischetto, col successo dei nigeriani per 4-2. A realizzare il penalty decisivo è stato Iheanacho, portando le Super Eagles a giocare l’ottava finale della loro storia, con l’ultima delle tre vittorie risalente al 2013.

“De Laurentiis: “Mi assumo le colpe per l’avvio di stagione del Napoli”

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha affrontato la stampa in una conferenza tenuta a Castel Volturno, dove ha discusso apertamente degli sviluppi recenti all’interno del club. In particolare, De Laurentiis ha rivelato di assumersi la responsabilità per l’avvio di stagione del Napoli, attribuendo parte delle criticità alla gestione contrattuale di Luciano Spalletti.

Durante la conferenza stampa, De Laurentiis ha sottolineato che il contratto di Spalletti non prevedeva una clausola bilaterale, ma un’unilaterale, che dava al presidente del Napoli il diritto di esercitare un’opzione per un ulteriore anno di contratto. Ha chiarito che questa opzione era prevista entro il termine predeterminato alla fine della stagione, e che aveva il dovere giuridico di esercitarla mediante una dichiarazione scritta.

Il presidente del Napoli ha spiegato di aver assunto questa responsabilità perché riteneva di aver fatto bene il contratto a Spalletti. Ha ricordato un evento precedente in cui aveva annunciato pubblicamente che Spalletti sarebbe rimasto con il club, e che il tecnico non aveva contraddetto quest’affermazione. Tuttavia, De Laurentiis ha ammesso di essere rimasto deluso dall’eliminazione del Napoli dalla Champions League e di aver cercato di sollevare il morale di Spalletti offrendogli la possibilità di estendere il contratto.

De Laurentiis ha poi rivelato di essere rimasto sorpreso quando Spalletti, durante una cena, ha comunicato di voler prendersi una pausa per tornare a fare il coltivatore nella sua terra in Toscana. Il presidente del Napoli ha riconosciuto di aver commesso un errore nel non insistere sull’esercizio dell’opzione contrattuale di Spalletti, soprattutto dopo la vittoria dello scudetto.

Infine, De Laurentiis ha concluso ammettendo che il suo errore è stato anche nel non riconoscere i segnali che indicavano il desiderio di Spalletti di dirigere la Nazionale italiana, il che si è poi verificato successivamente.

Questa aperta ammissione di responsabilità da parte di De Laurentiis offre un’ulteriore comprensione dei recenti avvenimenti nel Napoli e delle dinamiche interne al club. Resta da vedere quali saranno le prossime mosse della squadra e se ci saranno ulteriori cambiamenti nella leadership tecnica.

MAZZARRI: “L’ABBIAMO VINTA CON I CAMBI”

Tre punti in rimonta, soffrendo dopo lo svantaggio iniziale e tornando in Paradiso grazie ai cambi (assist di Lindstrom per Ngonge per il pari) e a quel Kvaratskhelia tenuto in campo fino all’ultimo proprio sperando che tirasse fuori qualcosa dal cilindro. Così è stato: Kvara ha estratto il coniglio, e che coniglio. Vista così, c’è senza dubbio la mano di Mazzarri nella vittoria che porta il Napoli a rivedere l’Europa e a sperare ancora nell’aggancio della zona Champions. Alla prossima c’è il Milan, e sarà scontro diretto… “Quando si fa fatica alla fine c’è più gusto. E’ stata una sofferenza”, commenta Mazzarri dopo la partita: “Non è facile aver fatto la partita con un possesso palla esagerato e trovarsi in svantaggio. Altre squadre avrebbero mollato, noi ci abbiamo sempre creduto ed è la svolta che volevo: una squadra che ci crede fino all’ultimo minuto anche quando le partite sembrano stregate”.

“Lindstrom? C’è concorrenza nel suo ruolo”

“Oggi alla fine l’abbiamo vinta con i cambi, sono stati tutti all’altezza”, continua Mazzarri. “All’inizio ho provato a mettere Lindstrom dietro alla punta ma ha fatto un po’ di fatica, poi l’ho spostato a sinistra, portando Kvara in mezzo, e avete visto che qualità ha. Il ruolo di Lindstrom secondo me è quello, ma ha una concorrenza difficile da superare…”. Sempre a proposito dei ruoli, l’allenatore del Napoli ha spiegato poi come e perché ha cambiato quello di Kvara a gara in corso: “Kvaratskhelia ha già dimostrato l’anno scorso di essere un campione. Ha una classe immensa. Nel calcio italiano però siamo bravi a limitarli, i campioni come lui: lo raddoppiano, lo triplicano, lo innervosiscono… L’ho spostato più al centro come fa in nazionale. Molte volte bisognerà fare così altrimenti lo ingabbiano sempre e rende molto meno. Il rigore su di lui in avvio? Mi sembra abbastanza netto. Lì aprivamo la partita e avremmo fatto una prestazione ancora più bella e con qualche gol in più”.

Su Zielinski: “Nessun problema, io guardo gli allenamenti”

Infine sul “caso” Zielinski: “Non ci sono problemi, finché ha un contratto onorerà la maglia. Io guardo gli allenamenti, se sarà in buono stato e darà una mano alla squadra, giocherà. Abbiamo fatto delle scelte, è normale pensare anche al futuro del Napoli. Ora andiamo a San Siro pensando di fare il massimo. Fino alla fine sono tutte finali e vedremo poi. Grazie a Dio il mercato è finito e i ragazzi sono questi”.