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Nasce “Janus”, la startup del Gruppo Graded che riporta a Napoli i cervelli in fuga

Una full immersion di 12 ore – dalle 9 alle 21 – per progettare una piattaforma digitale in grado di gestire le Comunità Energetiche Rinnovabili. E’ “CRE-AI-THON”, il primo hackathon lanciato da Janus Srl, nuova startup del Gruppo Graded dedicata alla creazione di soluzioni software all’avanguardia per il mondo dell’energia, con la sponsorship di Intesa Sanpaolo. La sfida che si terrà oggi nei LAB della Apple Developer Academy, presso il Polo tecnologico di San Giovanni a Teduccio, è aperta a studenti e giovani sviluppatori esperti in Design e Development.

I partecipanti saranno chiamati a realizzare un “Mockup” (ovvero un prototipo grafico dell’interfaccia utente) e una “Proof of Concept” (un prototipo funzionale con le caratteristiche principali) per una piattaforma che includa funzionalità come il monitoraggio in tempo reale della produzione e del consumo energetico, l’ottimizzazione dei flussi, l’analisi e le previsioni basate su algoritmi di intelligenza artificiale, la gestione delle tariffe energetiche, l’integrazione con dispositivi IoT e la generazione di report dettagliati sull’uso dell’energia e sulle emissioni di CO2.

A valutare i progetti dei ragazzi organizzati in team sarà una giuria composta da esperti dei settori energetico, tecnologico e finanziario, i cui componenti verranno annunciati durante l’evento.

L’Hackathon è la prima uscita ufficiale della neonata startup del Gruppo energetico napoletano guidata da un ex studente della seconda edizione della Digita Academy (2018/2019), l’ingegnere Gennaro Ardolino, che già ricopre in Graded i ruoli di CISO (Chief Information Security Officer, ovvero responsabile della gestione della sicurezza delle informazioni e della protezione dei dati all’interno dell’azienda) e di responsabile Digital Innovation. Nel board, in continuità con le altre iniziative di innovazione già avviate e gli obiettivi strategici del Gruppo, siedono due membri Graded: Fabrizia Grassi, componente del Cda della società, e la Chief Operating Officer Ludovica Landi.

La decisione di organizzare l’evento inaugurale proprio all’interno del Polo tecnologico di San Giovanni a Teduccio, da dove tutto è partito, non è casuale: “Janus, oltre ad occuparsi dello sviluppo di soluzioni software all’avanguardia legate al settore energetico, si propone un obiettivo anche più ambizioso – spiega Ardolino –: aiutare i ragazzi che si sono formati a Napoli e poi sono stati costretti ad emigrare alla ricerca di un lavoro in linea con le proprie ambizioni professionali, a tornare a casa per contribuire alla crescita del proprio territorio. Janus è pronta ad assumere le prime 4-5 persone, dando una corsia preferenziale ai cosiddetti ‘cervelli di ritorno’. Vogliamo che il know how e le potenzialità che è in grado di esprimere Napoli non vadano disperse”.

“Per Graded questa rappresenta l’ennesima sfida nel percorso di trasformazione digitale avviato da diversi anni attraverso la partecipazione attiva a progetti di ricerca e sviluppo e a programmi nazionali e internazionali di accelerazione e open innovation – dice Vito Grassi, amministratore delegato di Graded -. Fin dal 2017 abbiamo accelerato l’interazione con il mondo delle startup e lo sviluppo di soluzioni promettenti anche nate dalla partnership con la Digita Academy. Ora lanciamo una nostra startup, Janus, che debutta con un Hackathon e una precisa missione: rivoluzionare il settore energetico attraverso lo sviluppo di tecnologie digitali innovative e testare la nuova organizzazione a sostegno della fidelizzazione dei giovani talenti per trattenerli al Sud, garantendo efficienza, sostenibilità e crescita del territorio”.

Entra nel vivo il Master di Aviation Industry finanziato da Atitech

Nuova tappa del Master di II livello in “Aviation Industry Management and Operations” ieri negli hangar Atitech di Fiumicino. La più grande MRO (Maintenance, Repair and Overhaul) indipendente del mercato EMEA, presieduta da Gianni Lettieri, prosegue il suo impegno nell’alta formazione di giovani (e meno giovani) talenti dell’aviazione industriale, in partnership con l’università “La Sapienza” di Roma. Lezioni teoriche ma anche ispezioni pratiche sul campo, direttamente a bordo degli aeromobili in manutenzione a Roma.

Oltre ad aver finanziato l’erogazione di borse di studio, infatti, Atitech – in qualità di full partner – è anche parte del comitato tecnico esecutivo del Master promosso dal Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale della Sapienza Università di Roma.

“Trasferire competenze e passione resta il nostro primo obiettivo”, ha spiegato il presidente e amministratore delegato di Atitech, Gianni Lettieri. “Il valore aggiunto che si acquisisce in hangar sulla formazione, visionando direttamente gli aerei e chi lavora alle parti meccaniche ed elettroniche, è inestimabile. La collaborazione con l’Università La Sapienza si aggiunge a quelle già avviate da Atitech con le università napoletane, Federico II e Parthenope. L’industria tutta per sopravvivere e competere deve necessariamente fare formazione continua. È un obbligo a cui non può sfuggire chi vuole fare impresa”.

Al corso, partito a febbraio scorso, hanno preso parte in tutto 18 persone, di cui tre donne. Dieci sono studenti universitari under 30 e 8 dipendenti Enac.

Due turni ieri, in aula e in hangar. Dalle 9 alle 13 la sessione sulla gestione della manutenzione dei motori aeronautici nel rispetto della aeronavigabilità continua e sui principi della manutenzione “On Condition” oltre alle tecniche ispettive dei controlli non distruttivi (NDT). Ha fatto seguito una dimostrazione pratica del lavaggio dei motori di un aeromobile. Nel pomeriggio, dalle 14 alle 18, è stata trattata la gestione della manutenzione con scadenze stabilite  (Hard Time), riferita ai carrelli di atterraggio. È stato poi trattato l’argomento dei requisiti di manutenzione di ruote e freni presso l’officina ruote Atitech. Illustrate anche metodiche e tecniche di manutenzione sull’aeromobile, on-wing, dei carrelli di atterraggio , delle ruote e dei freni.

“Ci stiamo concentrando – ha commentato Osvaldo Ciaravola, direttore delle operazioni di Atitech – sul fornire ai partecipanti gli strumenti necessari per migliorare le proprie competenze tecniche e manageriali, acquisire una conoscenza a 360 gradi dell’industria aeronautica, approfondire gli ultimi progressi tecnologici, tra cui ‘business intelligence e intelligenza artificiale’ e rispondere alle sfide post-pandemiche che hanno avuto un forte impatto sul settore”.

Atitech atterra in Sardegna: accordo con Alisarda per i 2 hangar di Olbia

È in corso all’Aeroporto di Olbia Costa Smeralda, la firma dell’accordo strategico tra Atitech Spa, la più grande Mro (Maintenance, Repair and Overhaul) indipendente del mercato Emea  presieduta da Gianni Lettieri, e Alisarda Real Estate Srl, società  interamente controllata da Geasar S.p.a., che gestisce l’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda e guidata dall’AD del Gruppo Silvio Pippobello.

Oggetto del contratto, di durata decennale, la nuova destinazione degli hangar Avio1 e Avio2 dell’aeroporto di Olbia dove saranno allestite fino a sei baie di manutenzione di base e due di “interiors refurbishment” (ristrutturazione interni di cabina) per il target “business aviation”, quello di jet privati.

Atitech è stata selezionata come affidataria dei due hangar in seguito a una procedura di selezione internazionale avviata lo scorso anno, che ha visto la partecipazione di oltre 30 società specializzate nella manutenzione aeronautica. Le aziende partecipanti sono state valutate in base alla proposta progettuale, alla solidità del business plan, agli investimenti pianificati, nonché all’impatto economico diretto e indiretto sul Gruppo Geasar e sul territorio.

“Il posizionamento geografico dell’aeroporto di Olbia e il traffico storico registrato in questo segmento di mercato garantiscono un sicuro bacino di domanda a sostegno del nostro progetto”, ha spiegato nel corso dell’evento il presidente e amministratore delegato di Atitech, Gianni Lettieri. “Da parte nostra – ha proseguito – siamo certi di poter garantire il know-how giusto per offrire risposte rapide, concrete e performanti alle richieste di servizi manutentivi che provengono da questo particolare segmento di mercato. Ma non solo. Ci avvarremo del personale della ex Air Italy e faremo leva sulla formazione di nuove risorse, anche attraverso la collaborazione con le istituzioni regionali e gli istituti superiori locali del settore tecnico e aeronautico . È un progetto molto ambizioso, che punta a realizzare qui in Sardegna un polo delle manutenzioni per jet privati unico in Italia in grado di guardare con fiducia al futuro – ha concluso Lettieri – nella piena consapevolezza che si tratta di un disegno perfettamente in linea con l’attuale tessuto economico e produttivo del luogo”.

Il riferimento è senz’altro al segmento della nautica e dei maxi-yacht. Nell’area di Olbia e della Gallura, infatti, tale comparto ha registrato negli ultimi anni un marcato sviluppo, con l’insediamento di prestigiosi marchi del settore, che hanno consentito la crescita e il consolidamento delle competenze e delle professionalità di alto profilo e che ora potranno essere declinate anche nell’attività di dettaglio per i jet privati. Un mercato quest’ultimo in piena espansione, che secondo gli analisti punta a crescere nel segmento specialistico delle MRO con un tasso del 4% annuo, arrivando a portare il suo volume d’affari entro il 2028 da circa 10,7 a 14 miliardi di dollari.

“Si tratta di un momento di grande importanza sia per l’aeroporto che per il territorio. Abbiamo oggi posto le basi per ridar vita a un’avventura iniziata 60 anni fa grazie alla lungimiranza di  S.A. il Principe Aga Khan. La manutenzione aeronautica è sempre stata il fiore all’occhiello del nostro territorio e siamo sicuri che con Atitech continuerà a rappresentare, anche in futuro, un’attività strategica per la Sardegna, grazie al suo alto valore aggiunto e al grande contenuto in termini di tecnologia e innovazione. Elementi questi che si sposano perfettamente con la vision aeroportuale e coi programmi formativi e industriali del territorio. Ringraziamo il dottor Gianni Lettieri per aver creduto nella grande opportunità rappresentata dalla immediata disponibilità di strutture e risorse umane altamente qualificate e dall’importanza dell’aeroporto di Olbia, in ambito internazionale, nel settore dell’assistenza ai voli executive”, ha dichiarato Silvio Pippobello, Ad del Gruppo Geasar S.p.A.

La partenza del progetto è prevista tra pochi mesi, almeno per le prime attività di “light maintenance” (manutenzione leggera). Per Atitech, Il contratto è stato negoziato con il supporto dell’ufficio legale interno coordinato dall’avvocato Annalaura Lettieri. Per Alisarda Real Estate, la stesura e la negoziazione del contratto sono state gestite dallo Studio Pavia e Ansaldo, mentre la società di consulenza CBRE ha assistito nella selezione dell’affidatario, supportando una commissione ad hoc composta da membri interni ed esterni. A suggellare l’accordo questa mattina presso lo scalo sardo, un evento  tuttora in corso – apertosi con i saluti istituzionali del sindaco di Olbia Settimo Nizzi e con quelli della Regione Autonoma della Sardegna rappresentata dalle due assessore al Lavoro e ai Trasporti, Desiré Alma Manca e Barbara Manca, e dal vicepresidente e assessore al Bilancio, Giuseppe Meloni –  a cui hanno preso parte, attraverso la tavola rotonda condotta dal giornalista Davide Mosca, lo stesso Gianni Lettieri (Presidente Atitech); Alberto Solinas (Direttore Enac aeroporti Sardegna); Silvio Pippobello (AD Geasar/Sogeaal); Mario Garau (AD Alisarda srl).

Nello spazio dell’evento è stata allestita una piccola mostra fotografica con immagini del business di Atitech e dell’Aeroporto di Olbia.

Atitech è la più grande MRO (Maintenance, Repair and Overhaul) indipendente del mercato EMEA (Europe-Middle East-Africa). Sulle due basi di Napoli Capodichino e Roma Fiumicino, l’azienda fornisce servizi altamente qualificati di manutenzione di base (heavy e light), progettazione tecnica, soluzioni di design aeronautico e attività di officina. Con un totale di 9 hangar, Atitech vanta un parco clienti di oltre 100 aziende tra compagnie aeree, enti istituzionali e governativi. Sugli scali periferici, inoltre, Atitech offre il proprio servizio di manutenzione di linea: 21 in Italia e 10 all’estero. Dal 2009 è guidata dal Presidente e Amministratore Delegato Gianni Lettieri.

In Viaggio con la Banca d’Italia: a Salerno incontro per tastare il polso all’economia della Campania

Domani, Mercoledì 26 giugno alle ore 10, presso il Salone dei Marmi del Palazzo di Città di Salerno, avrà luogo l’incontro aperto al pubblico e organizzato dalla Banca d’Italia dal titolo “Il polso dell’economia”. L’evento offrirà un’occasione di approfondimento dello stato attuale dell’economia della Campania, i punti di forza e le criticità, le sfide e le opportunità.
Questo appuntamento aprirà la due giorni salernitana dell’iniziativa itinerante In Viaggio con la Banca d’Italia, giunta al terzo capitolo nel 2024 dopo la campagna del 2023, propone momenti di confronto e di dibattito pubblico nei quali la cittadinanza ha l’occasione di ascoltare e di interagire con esperti della banca centrale, rappresentanti delle istituzioni, delle imprese, delle università e dei centri di ricerca delle associazioni del Terzo settore del territorio impegnati ad affrontare in modo chiaro e divulgativo i temi principali dell’economia e della finanza.
L’incontro del 26 mattina, in particolare, sarà l’occasione per ripercorrere i messaggi principali del Rapporto annuale sul 2023 “Economia della Campania”, presentato a Napoli il 20 giugno scorso, e per offrire alcuni approfondimenti relativi alla realtà specifica della provincia di Salerno. Se il documento pubblicato da Banca Italia ci racconta di un’attività economica con un andamento ancora positivo seppur in rallentamento nei principali settori, e di un’occupazione che cresce seppur tra alcune criticità, come si declinano queste e altre tendenze rispetto alla realtà del vasto territorio da dove parliamo? Si parlerà dei settori chiave per il PIL locale, tra cui l’agroindustria e il turismo, così come dell’incidenza dei fattori demografici e delle sfide del mercato del lavoro, della costruzione e dell’aggiornamento delle competenze, del commercio internazionale (con un approfondimento sulla realtà del Porto di Salerno), e del ruolo degli investimenti per la crescita anche della pubblica amministrazione.
All’incontro parteciperanno esperti della Banca d’Italia, il Presidente e AD del Gruppo Gallozzi Agostino Gallozzi, il Presidente di Unioncamere Andrea Prete e il Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche, Università di Salerno Sergio Pietro Destefanis. Ci saranno momenti di dialogo e di interazione con il pubblico. Prenderanno la parola anche il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli e il Presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca, che offriranno spunti di riflessione in apertura e chiusura dell’incontro.

Innovazione e sostenibilità, il modello Graded protagonista al Business Talk dell’IPE

Come coniugare innovazione e sostenibilità in un settore come quello energetico offrendo soluzioni impiantistiche tecnologicamente avanzate per migliorare l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale. Vito Grassi, amministratore delegato di Graded, società energetica con quartier generale a Napoli, è stato protagonista del Business Talk organizzato dall’IPE Business School insieme alle figlie, nonché consigliere del Cda dell’azienda, Fabrizia ed Enrica Grassi.

Durante il suo intervento, Vito Grassi ha condiviso le ragioni che hanno portato Graded a presentare per la prima volta un bilancio consolidato, “un passo fondamentale – ha spiegato – per garantire maggiore trasparenza e controllo sulle società del gruppo”.

Riflettori puntati anche sui temi della formazione e lo sviluppo del personale, che passa attraverso importanti partnership con università, centri di specializzazione e business school per investire sui giovani talenti e preparare le nuove generazioni ad affrontare le sfide future.

Non è mancato, infine, un passaggio sull’importanza degli strumenti finanziari avanzati, come i mini bond, che ha consentito all’azienda di “consolidare il segmento Energie Rinnovabili sia su settori nei quali era già presente che su nuovi comparti, quali agroindustria e filiera alimentare, facilitando interventi di ammodernamento, ristrutturazione, adeguamento tecnologico degli impianti assieme ad azioni funzionali all’accelerazione del processo di trasformazione digitale in atto per offrire soluzioni sempre più efficienti, sostenibili e all’avanguardia”. L’obiettivo finale, ricorda Vito Grassi, è quello di rafforzare la presenza sul territorio di una realtà “che investe sui giovani e sulle attività di ricerca e sviluppo in Campania”.

Addio Città Metropolitana, bentornata Provincia

Quale sarà mai l’identikit del candidato alla presidenza della Regione Campania?

La data prestabilita pare essere abbastanza lontana e cioè si aggirerebbe intorno a marzo 2026 ma prima ci sarebbe un altro banco di prova e cioè l’elezione provinciale per ottobre 2025.

Ritorna dunque la provincia dopo il fallimento della città metropolitana: un altro disastro istituzionale pensato male e attuato ancora peggio con una democrazia a due livelli.

Appare abbastanza insensato come ci siano stati parlamentari appena eletti a Bruxelles che si siano offerti per la Regione  e non per la Provincia. Insomma tocca a quel partito o a quell’altro? Tutti a controllare i voti raccolti nella citta’ di Napoli perché si sa che il prossimo Presidente della Regione dovrà provenire da Napoli e non da Salerno. Ma poi perché non Caserta, Avellino o Benevento? Si spifferano i nomi di Gaetano Manfredi che è di Nola (chissà se è valido lo stesso) o di Gennaro Sangiuliano che vive a Roma oppure sarebbe in corsa per il campo largo Fico o Costa. Generosa l’offerta di Martusciello che è stato preso però subito in contropiede da Cirielli .

Sono finiti i tempi belli per i futuri sindaci di Napoli che si ritroveranno l’impiastro del Presidente della Provincia tra i piedi e questo elemento potrebbe incidere moltissimo sull’esito delle Regionali 2026 .

Esauriti fondi ecobonus per auto usate, a secco anche moto

Sono esauriti i fondi degli incentivi destinati alle auto usate. Dopo l’exploit delle vetture elettriche, per le quali i finanziamenti sono stati prosciugati in un lampo nel primo giorno di avvio dell’ecobonus il 3 giugno scorso, anche le auto di seconda mano hanno terminato il plafond a loro disposizione. Stando ai dati pubblicati sul sito del ministero delle Imprese e del Made in Italy, a disposizione rimangono poco più di 900 euro, non sufficienti a coprire nemmeno un altro acquisto. La normativa prevedeva infatti un contributo fino a 2.000 euro per i veicoli usati Euro 6 con emissioni fino a 160 g/km CO2, legandolo però alla rottamazione di un’auto fino a Euro 4. E’ rimasto a secco anche il bacino dei fondi 2024 per ciclomotori e motocicli non elettrici e quello per i veicoli elettrici adibiti al trasporto merci. Per camion e camioncini a motore tradizionale restano invece ancora circa 26 milioni di euro, mentre circa 14 milioni sono a disposizione per le due ruote elettriche.

Confedilizia, ‘domani la prima rata Imu, imposta va ridotta’

Scade domani il termine per versare la prima rata dell’Imu. Lo ricorda Confedilizia sottolineando che il gettito annuale dell’imposta è attualmente di circa 22 miliardi di euro. Il 17 giugno (cadendo il 16 di domenica), deve essere versata la metà dell’importo dovuto: circa 11 miliardi di euro. Nel 2024, considerando anche la seconda rata da pagare il 16 dicembre, il peso dell’Imu raggiungerà – dal 2012, anno della sua istituzione con la manovra Monti – la cifra di quasi 300 miliardi di euro, calcola l’associazione dei prorpietari evidenziando che l’imposta “è dovuta persino per gli immobili inagibili e inabitabili, sia pure con base imponibile ridotta alla metà” e che “eliminare – simbolicamente – questa forma di tassazione particolarmente odiosa costerebbe poco più di 50 milioni di euro”. Tra il 2011 e il 2022, gli immobili ridotti alla condizione di ruderi (collabenti) sono più che raddoppiati, passando da 278.121 a 610.085 (+119%). Si tratta di immobili, appartenenti per il 90% a persone fisiche, che raggiungono condizioni di fatiscenza per il semplice trascorrere del tempo o, addirittura, per effetto di atti concreti dei proprietari finalizzati ad evitare almeno il pagamento dell’Imu, afferma ancora Confedilizia. “L’Imu, come tutte le patrimoniali, è un’imposta progressivamente espropriativa dei beni che colpisce. – dichiara il presidente Giorgio Spaziani Testa – Il fatto che questi beni siano gli immobili, vale a dire la tradizionale forma di investimento degli italiani, rende particolarmente pesante l’impatto del tributo, anche sul piano sociale. Chiediamo al governo di avviare una graduale riduzione di questa imposta nemica del risparmio e della crescita. Si potrebbe iniziare eliminandola sulle case in affitto con i contratti a canone concordato, per estendere l’offerta abitativa, e sugli immobili dei piccoli centri, per agevolare la rinascita di borghi e aree interne. Si scelgano delle priorità, ma occorre iniziare”.

Piana del Sele, accelera il progetto “Filiere Sostenibili”: sportello per le imprese e plafond di 20 milioni di euro

Nell’ambito del progetto di Fondazione Symbola con Bcc Campania Centro, Bcc Capaccio Paestum e Serino e Bcc Magna Grecia è stato sottoscritto un accordo di collaborazione con Coldiretti e Confagricoltura per promuovere e diffondere i risultati del report sulle filiere sostenibili della Piana del Sele attivando un plafond comune di 20 milioni di euro aperto alle imprese del territorio che vorranno investire per migliorare processi e prodotti nel segno della sostenibilità. Ad annunciarlo è Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola: “La collaborazione da anni avviata con il mondo delle Bcc si basa proprio sulla convinzione che l’Italia deve fare l’Italia. Ed è fondata sulla condivisione di quei valori che sono nel dna di Symbola: qualità, sostenibilità, legami col territorio e le comunità, innovazione, bellezza. Sono i valori attorno ai quali le banche sono cresciute, un modello che per risultati economici e impatti sociali rappresenta un esempio a cui deve ispirarsi il mondo del credito italiano, e non solo. Imprese che non hanno come unico criterio di scelta quello della convenienza economica. Imprese che, sulla strada della sostenibilità, come dice il Manifesto di Assisi, sono più forti proprio perché più a misura d’uomo”.

Il progetto “Filiere sostenibili della Piana del Sele” si sta sviluppando grazie ad un intenso confronto con imprese e associazioni del territorio.

Il plafond da 20 milioni può essere uno strumento aggiuntivo e complementare ai bandi del Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) 2023-2027. Permetterà di agevolare l’accesso alle garanzie per gli anticipi sui programmi di finanziamento dei bandi CSR e assicurerà alle imprese un supporto tecnico e amministrativo per migliorare la qualità delle domande e aumentare le possibilità di accesso ai finanziamenti Green Loans.

L’accordo è stato sottoscritto oggi, giovedì 13 giugno, a Battipaglia. Firmatari il presidente di Bcc Campania Centro, Camillo Catarozzo; il vice presidente di Bcc Capaccio Paestum e Serino, Gaetano De Feo; il vice presidente di Bcc Magna Grecia, Pasquale Lucibello; il presidente di Coldiretti Campania, Ettore Bellelli, il presidente di Confagricoltura Salerno, Antonio Costantino e il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci. Le associazioni, insieme alle banche, attiveranno presso le loro sedi uno sportello a supporto delle imprese.

Il monito di Rosa Criscuolo/Elezioni europee e proiezioni sulle Regionali

Ritorni ed esordi. In questa ultima campagna elettorale europea. Ma quanto è stata europea questa campagna elettorale? Direi veramehte poco. Elevatisimo il lavoro profuso sui territori, con proiezioni regionali ed accordi futuri già messi in campo. Potremmo dire che questa campagna elettorale rappresenta un po’ i preliminari della futura regionale.

Gli equilibri che si profilano in base ai risultati sul territorio, senza drammatizzare troppo la partecipazione popolare, sono abbastanza chiari. Il ciclo De Luca sembra stia per concludersi ed il Partito Democratico è pronto ad emanciparsi sia dal presidente della Regione che dal Movimento 5 Stelle.

Il governo Meloni, in poco tempo, ha realizzato i suoi effetti sulla conformazione partitica campana ed il bipolarismo è sempre più evidente. Le identità dei partiti diventano a poco a poco più nette e il civismo e la protesta si mettono, gradualmente, da parte.

I capisaldo campani, attraverso un lavoro capillare dei riferimenti dei partiti e dei territori hanno realizzato dei risultati di tutto rispetto. La Top 8 dei campani vede in cima Raffaele Topo, con 114.503 preferenze, si tratta di un politico molto radicato sui territori che attesta una supremazia in provincia di Napoli, dove raccoglie più di 70mila voti e che fa pensare ad una strategia ben coordinata e vincente.

Al secondo posto abbiamo il leader indiscusso di Forza Italia, colui che ha ereditato il mandato berlusconiano e che ha coordinato le operazioni di voto fino a raggiungere un risultato di 71.949 voti sul territorio.

Al terzo posto un sofferto ritorno, e parliamo di Alberico Gambino, protagonista di vicende giudiziarie che non hanno leso il risultato di 62.124 voti soprattutto nella sua amata Salerno.

Continua a dare sorprese, con una costante e solida crescita, il deputato Francesco Emilio Borrelli, che si piazza addirittura al secondo posto nella Circoscrizione Meridionale, ma primo in quella campana per Alleanza Verdi e Sinistra. In questa classifica, però, è soltanto quinto perché al quarto posto si colloca il candidato Pasquale Tridico, del Movimento 5 Stelle. Questo risultato abbisogna di una riflessione perché il Movimento resta una realtà importante da un punto di vista elettorale nella città di Napoli ed in provincia di Napoli, soprattutto, però il miglior risultato si è ottenuto nella provincia dove è nato Conte, che è Foggia. Il problema del campo largo è così accantonato definitivamente.

Sebbene ci sia stato l’effetto Aldo Patriciello ad Isernia, lo stesso non è accaduto in Campania, dove la Lega, rispetto alla scorsa Europea, affronta una grave debacle. Il proprietario della Neuromed, in Campania si attesta per soli 32.601 voti, che non sono poi così tanti rispetto a quelli della esordiente Angela Russo: 19.009.

Un altro esordiente, ma figlio d’arte, Giuseppe Sommese raggiunge un buon risultato con il partito di Calenda, pari a 18.737 voti e resta fuori dall’emiciclo di Bruxelles insieme a Nicola Caputo di Italia Viva che nonostante i suoi 39.355 voti non raggiunge lo sbarramento del 4%. Quale sarà il destino di questi due mini partiti non è ancora chiaro ai più ma possiamo dire che l’effetto Mastella si è sentito e come, e fa presagire scosse per le prossime consultazioni regionali.